mar 18°C

LO SPLENDORE MEDIOEVALE

L’Alto Medioevo

Dal V al VII secolo dopo Cristo si assiste, in Europa, a un progressivo irrigidimento climatico
caratterizzato dall’aumento della pioggia e dell’umidità e dalla diminuzione delle temperature.
Il sistema economico delle antiche ville, le aziende agricole su cui si basava l’economia romana,
entra in crisi. Molti villaggi scompaiono, così come gli insediamenti in altura a scopo difensivo. La maggior
parte dei piccoli agglomerati di case si va a situare a una quota compresa fra i 300 e i 600 metri di
altitudine. Tremona, con la sua area di circa 4.200 metri quadrati a 640 metri sul livello del mare,
è in linea con questa tendenza ricostruita dagli storici e dagli archeologi.

Tremona rinasce

I presunti edifici romani, di cui oggi non esiste più alcuna traccia, sono rioccupati, riedificati e destinati a
laboratori artigianali o depositi. L’abitato cresce attorno a un fabbricato principale in muratura con funzioni
di tipo religioso - la “chiesa” - posto al centro dell’insediamento, in posizione preminente. Tremona fa
parte del “Contado del Seprio” e mantiene a lungo la sua rilevanza strategica quale nodo cruciale e punto di
osservazione posto lungo le vie di collegamento più importanti dell’epoca: le strade che da Milano e Novara
raggiungono Como e le vie che portano ai valichi del San Gottardo, del Lucomagno e del San Bernardino.

L’epoca di massima fioritura

Pure rimanendo, per così dire, ai margini della grande storia, tra il X e il XII secolo Tremona conosce
l’epoca della sua maggior fioritura. Sul preesistente abitato altomedievale si sviluppa il villaggio vero
e proprio, caratterizzato da una cinta muraria (realizzata in due fasi successive) e disposto su tre
terrazzamenti. Tremona diventa un castrum fortificato, un “castello”. Gli edifici ritrovati dagli archeologi
nelle varie campagne di scavi sono 51, diversi tra loro: oltre alla “chiesa”, una torre di
avvistamento a base quadrata, abitazioni, depositi, botteghe artigiane, fucine.